2 Set 2026, Mer

Commento al Vangelo di Domenica 5 luglio 2026

Mt 11, 25-30

In quel momento Gesù disse: Ti benedico Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai dotti ed agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, così o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio, nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre vite. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero.

Il Vangelo di oggi è incentrato sulla Rivelazione di Gesù, mostrandoci chi è, quando dice sì come Figlio all’amore incondizionato del Padre, rendendoci partecipi di questa conoscenza, facendoci così entrare nella Trinità. Innanzitutto benedice cioè dice bene davanti a tutti perché il Padre elargisce il bene e io sono chiamato a riconoscere questo amore e questo dono che mi viene dato, andando a Lui trovo la sorgente del mio vivere quotidiano e gioisco per tutte le cose che mi vengono donate. Scoprendo che Dio non è un severo giudice ma un padre amorevole al di la dei nostri meriti o presunti tali posso corrisponderlo con riconoscenza, ringraziandolo e quindi benedicendolo. Tutto ciò non viene elargito ai sapienti e agli intelligenti che mediamente pensano, eruditi nella dottrina, di sapere tutto, di essere perciò autosufficienti utilizzando spesso tale presumere per indirizzarlo ai loro interessi e convenienze. Viene invece dato ai piccoli, cioè a tutti coloro che lo chiedono, che lo domandano riconoscendo i loro limiti, i loro bisogni e di conseguenza non cadono nella presunzione dell’autosufficienza. È così che è piaciuto a Dio, farci percepire che siamo tutti dono d’amore. In questo modo il giogo pesante della Legge che ci opprimeva viene sostituito da un giogo leggero, quello dell’amore che riceviamo come Figli consentendoci un’autentica pienezza di vita. Questa è la vera sapienza che Gesù è venuto a portarci. Andiamo quindi fiduciosi a Lui e troveremo davvero ristoro alle fatiche delle nostre vite.

Romani 7, 6-7

“Ora però siamo stati liberati dalla Legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera”.

Buon Cammino. 

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