Spazi più funzionali, regole più chiare e maggiore sicurezza. Sono gli obiettivi della delibera “Fiera dei Santi Antonio e Geminiano e mercato coperto Albinelli – Norme di funzionamento e modifica delle planimetrie”, approvata dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di lunedì 26 ottobre, con i voti favorevoli di Pd, Avs, M5s, Spazio democrativo, Pri-Azione-Sl e Modena per Modena, e le astensioni di FdI, Lega Modena, Pluralia e Modena in ascolto. Il provvedimento, illustrato dal sindaco Massimo Mezzetti in sostituzione dell’assessore competente Paolo Zanca, impegnato in un altro appuntamento precedentemente fissato, punta a mettere ordine nell’organizzazione delle due fiere cittadine e del mercato coperto, in vista della futura predisposizione dei bandi per l’assegnazione dei posteggi.
La delibera si inserisce nel percorso avviato dopo la pubblicazione, il 14 luglio 2026, in Gazzetta Ufficiale, del decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che adotta le Linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Il provvedimento ministeriale ha aperto un dibattito a livello nazionale e regionale su alcuni aspetti delicati, legati ai criteri che i Comuni dovranno seguire per predisporre i bandi destinati a riassegnare i posteggi in scadenza e ad assegnare quelli liberi. In attesa che vengano chiariti alcuni punti, l’Amministrazione comunale interviene quindi sull’assetto della Fiera di Sant’Antonio, della Fiera di San Geminiano e del mercato coperto Albinelli, con l’obiettivo di rendere più ordinata e funzionale la disposizione degli spazi e di arrivare preparata alla successiva fase di elaborazione dei bandi.
Il riordino delle planimetrie risponde innanzitutto a esigenze di sicurezza, attraverso una migliore organizzazione degli spazi e il rispetto delle distanze tra i banchi. Un altro obiettivo è eliminare dalle planimetrie i posteggi vuoti, che non risultano occupati e per i quali non sono state presentate richieste, compresi quelli presenti in piazza XX Settembre.
L’intervento consente di superare un’organizzazione disomogenea delle aree mercatali, con posteggi distribuiti in modo discontinuo, a macchia di leopardo, per arrivare a una disposizione più razionale e uniforme. Una riorganizzazione che punta a migliorare la fruibilità degli spazi, garantire condizioni di maggiore sicurezza e definire un assetto più chiaro in vista delle future assegnazioni.
Nel breve dibattitto che è seguito all’illustrazione della delibera, Gianluca Fanti (Pd) ha sottolineato la necessità di modernizzare e razionalizzare l’organizzazione nel rispetto della tradizione modenese, evidenziando il percorso di concertazione con le associazioni di categoria: “Non è un’imposizione calata dall’alto, ma il risultato di un percorso di ascolto e di sinergia”, le sue parole. Ha inoltre rimarcato l’importanza di eliminare i posteggi inutilizzati, tutelare il patrimonio storico-artistico e garantire sicurezza e accessibilità. “Questi atti ci consentiranno di traghettare le nostre fiere storiche e i nostri mercati coperti verso il futuro mantenendoli vivi, economicamente sostenibili, concentrati e sicuri nei luoghi dove la città vuole davvero trovarli, con il pieno accordo degli stessi operatori economici”, ha concluso.
A sua volta, Dario Franco (FdI) ha condiviso la riorganizzazione degli stalli della Fiera di San Geminiano e Sant’Antonio, esprimendo tuttavia perplessità sull’inserimento degli interventi relativi al Mercato Albinelli nella stessa delibera. Ha riconosciuto la necessità di modifiche richieste da tempo dagli operatori, “ma avremmo auspicato un progetto ad hoc, visto il valore strategico del mercato per la città”, ha detto. Il consigliere ha quindi ribadito la necessità di distinguere la gestione degli stalli fieristici, legati a eventi occasionali, da quella degli spazi fissi del mercato: “Un conto sono gli stalli delle fiere, eventi molto importanti ma che riguardano singole giornate, e un conto sono gli stalli fissi del mercato Albinelli, argomento che avremmo preferito vedere sganciato rispetto al resto”, la sua conclusione.

