28 Ott 2026, Mer

Sanità modenese, scontro sul futuro di Policlinico e Baggiovara. Fratelli d’Italia chiede chiarezza, Mezzetti: “Nessuna decisione è già stata presa”

Il futuro della sanità modenese, la possibile realizzazione di un nuovo polo ospedaliero ad alta specializzazione a Baggiovara e il ruolo che continuerà a svolgere il Policlinico di via del Pozzo sono stati al centro di un lungo dibattito in Consiglio comunale. La discussione, nata dalla trasformazione in interpellanza di un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia, ha fatto emergere posizioni differenti sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, tra chi considera necessario investire in un nuovo modello sanitario e chi teme un progressivo ridimensionamento dell’ospedale cittadino.

A sollevare le maggiori perplessità sono stati proprio i consiglieri di Fratelli d’Italia, che hanno chiesto garanzie concrete sul mantenimento delle funzioni del Policlinico, maggiore trasparenza nella programmazione e un coinvolgimento effettivo del Consiglio comunale e della cittadinanza prima di assumere decisioni destinate a incidere profondamente sull’assistenza sanitaria del territorio.

Paolo Barani ha espresso scetticismo rispetto alle rassicurazioni del sindaco Massimo Mezzetti, sostenendo che l’ipotesi presentata delinei già un possibile svuotamento del Policlinico. Il consigliere ha invitato a valutare anche l’alternativa di realizzare un nuovo ospedale nell’attuale area cittadina, ricordando gli investimenti pubblici già effettuati in via del Pozzo. Particolare attenzione è stata rivolta al futuro del pronto soccorso, che registra circa 70 mila accessi all’anno e che, secondo Barani, non potrebbe funzionare adeguatamente senza una rete di reparti e professionalità a supporto. “Baggiovara non sostituisce il Policlinico, lo duplica”, ha affermato, mettendo in guardia dal rischio di mantenere due strutture costose senza un corrispondente miglioramento dei servizi.

Sulla necessità di chiarire il percorso decisionale è intervenuta Daniela Dondi, criticando il fatto che un’ipotesi di tale portata sia stata illustrata pubblicamente senza un preventivo confronto con il Consiglio comunale e le opposizioni. Pur non escludendo un centro di alta specializzazione a Baggiovara, la consigliera ha chiesto garanzie sulla permanenza dei reparti indispensabili al funzionamento del pronto soccorso del Policlinico, oltre a valutazioni sull’assistenza agli anziani, sulla viabilità e sui collegamenti pubblici. Dondi ha inoltre sollevato interrogativi sulla gestione regionale delle risorse sanitarie, chiedendo che il coinvolgimento della comunità non si limiti a una fase successiva alle scelte.

Anche Dario Franco ha espresso preoccupazione per il futuro dell’ospedale di via del Pozzo, osservando come le successive precisazioni del sindaco non abbiano chiarito tutti gli aspetti dell’ipotesi inizialmente illustrata. Secondo il consigliere, il trasferimento di funzioni verso Baggiovara potrebbe penalizzare soprattutto anziani e persone fragili, per i quali la vicinanza del presidio cittadino rappresenta un elemento importante nell’accesso alle cure. Franco ha quindi chiesto informazioni più precise sui finanziamenti disponibili e sulle funzioni che rimarrebbero al Policlinico.

Ferdinando Pulitanò ha allargato il confronto alla programmazione sanitaria regionale, contestando le scelte compiute negli anni e richiamando i disavanzi delle aziende sanitarie provinciali. Il consigliere ha collegato le difficoltà del sistema anche all’aumento dei ticket e dell’Irpef regionale, chiedendo perché, dopo gli investimenti già sostenuti, si prospettino ulteriori interventi di così ampia portata. Pulitanò ha inoltre criticato quelle che considera contraddizioni politiche nella gestione della vicenda, ribadendo che “una corretta politica sanitaria quindi non può prescindere da una trasparente programmazione”.

Una proposta alternativa è arrivata da Elisa Rossini, che ha suggerito di proseguire la riqualificazione del Policlinico per fasi successive, demolendo e ricostruendo le parti che necessitano di interventi e utilizzando temporaneamente gli spazi dell’ex Aeronautica per ospitare i reparti interessati dai lavori. Una soluzione che, secondo la consigliera, permetterebbe di valorizzare gli investimenti già effettuati e conservare il rapporto con l’Università e la ricerca. Rossini ha inoltre richiamato l’interrogazione presentata in Regione da Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Commissione Sanità, evidenziando le diverse sensibilità emerse anche all’interno del centrosinistra.

A chiudere gli interventi di Fratelli d’Italia è stato il capogruppo Luca Negrini, che si è dichiarato insoddisfatto delle risposte ricevute. “Noi siamo contrari alla costruzione di un nuovo ospedale a Baggiovara”, ha ribadito, sostenendo la necessità di mantenere e riqualificare il Policlinico nella sua sede attuale. Negrini ha richiamato anche i problemi delle liste d’attesa e il crescente ricorso alla sanità privata, invitando a concentrare gli investimenti sul miglioramento dell’accesso alle prestazioni. Il capogruppo ha infine contestato la comunicazione dell’Amministrazione, ritenendo che annunci e successive precisazioni abbiano contribuito ad alimentare incertezza. “La gente vuol sapere che cosa sta succedendo”, ha concluso.

Tra le altre forze di opposizione, Maria Grazia Modena ha invece sostenuto la prospettiva di concentrare a Baggiovara le attività ad alta complessità, le specializzazioni avanzate e la ricerca, giudicando l’obiettivo “alto e perfettamente centrato”. A suo avviso, l’attuale organizzazione non ha ancora valorizzato pienamente le potenzialità della fusione tra i due ospedali. Per il Policlinico ha ipotizzato una vocazione maggiormente orientata agli anziani, alle attività ambulatoriali e all’assistenza multidisciplinare.

Giovanni Bertoldi della Lega ha richiamato le criticità storiche della programmazione ospedaliera modenese, osservando che Baggiovara non sarebbe attualmente in grado di assorbire tutte le funzioni del Policlinico. Ha quindi chiesto un progetto condiviso che tenga conto dell’intera rete provinciale, delle esigenze universitarie, della viabilità e delle risorse necessarie. Piergiulio Giacobazzi di Pluralia ha invece ricordato come l’integrazione tra i due presidi fosse stata prospettata già nel 2018, criticando il mancato aggiornamento del Piano attuativo locale, mentre Andrea Mazzi di Modena in ascolto ha sollecitato un confronto basato su progetti e finanziamenti definiti, con garanzie per il mantenimento del pronto soccorso e dei reparti essenziali in via del Pozzo.

Dal fronte della maggioranza, Federica Di Padova del Pd ha invitato a inserire il confronto in una riflessione più ampia sul futuro della sanità pubblica. La consigliera ha accolto favorevolmente la prospettiva di nuovi finanziamenti, purché aggiuntivi rispetto alle risorse già destinate agli altri ospedali e ai servizi territoriali. Ha inoltre richiamato le difficoltà del personale sanitario, i carichi di lavoro e il problema delle liste d’attesa, chiedendo che il nuovo Piano attuativo locale chiarisca le funzioni dei due presidi e coinvolga professionisti, sindacati, università e cittadini.

Francesco Antonio Fidanza ha sostenuto l’opportunità di realizzare a Baggiovara un polo moderno ad alta specializzazione, mantenendo al Policlinico una funzione cittadina con pronto soccorso, ambulatori, riabilitazione e servizi dedicati alle fragilità. Sulla necessità di ripensare l’assistenza alla luce dell’invecchiamento della popolazione si è soffermato anche Luca Barbari, proponendo alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria di valutare almeno tre scenari alternativi, confrontandone costi, tempi e benefici.

Vincenza Carriero, presidente della Commissione Servizi, ha annunciato l’intenzione di promuovere incontri di approfondimento con tecnici, direzioni sanitarie e rappresentanti politici, mentre il capogruppo Pd Diego Lenzini ha ribadito la necessità di partire dall’integrazione delle funzioni prima ancora che dagli interventi edilizi. Lenzini ha inoltre richiamato l’urgenza di affrontare le liste d’attesa, le condizioni del personale e le carenze nella neuropsichiatria infantile.

Stefano Manicardi ha invitato a concentrarsi sul modello di assistenza anziché sulla collocazione degli edifici, sottolineando l’importanza della medicina di prossimità anche nelle frazioni e nei territori più isolati. Martino Abrate di Avs ha chiesto approfondimenti sul polo materno-infantile, sull’oncologia, sui trasporti e sull’impatto ambientale di un eventuale nuovo ospedale, mentre Giovanni Silingardi del Movimento 5 Stelle ha contestato le interpretazioni che prospettano una chiusura del Policlinico. “Il Policlinico non chiude e non si svuota”, ha affermato, sostenendo che la riorganizzazione debba rafforzare le eccellenze senza compromettere l’assistenza di prossimità.

Nella replica conclusiva, il sindaco Massimo Mezzetti ha respinto le critiche sulla presunta esistenza di un progetto già definito, ricordando che una riorganizzazione di questa portata richiederebbe almeno otto passaggi istituzionali, dall’istruttoria tecnica delle aziende sanitarie al confronto con l’Università, fino alle decisioni della Conferenza territoriale sociale e sanitaria e della Regione.

Mezzetti ha rivendicato il sostegno espresso da diversi consiglieri con competenze mediche e ha ricordato che il percorso di integrazione della rete sanitaria era già stato indicato nella CTSS del 26 febbraio, attraverso un documento approvato all’unanimità anche dai sindaci di centrodestra. Il primo cittadino ha inoltre criticato gli interventi delle opposizioni, accusandole di alimentare preoccupazioni attraverso ricostruzioni che considera non corrispondenti alla realtà.

Rispondendo alla proposta di riqualificare integralmente il Policlinico, Mezzetti ha osservato che anche un intervento da 320 milioni di euro, con il trasferimento temporaneo delle attività negli spazi dell’ex Aeronautica, comporterebbe costi rilevanti e non garantirebbe necessariamente gli stessi risultati di una nuova struttura tecnologicamente avanzata.

Il sindaco ha quindi ribadito la propria visione di una rete ospedaliera fondata sulla complementarità delle funzioni: da una parte un polo dedicato all’alta complessità, dall’altra un presidio cittadino per le cure di media e bassa complessità, che rappresentano, secondo quanto illustrato, circa l’80% dell’offerta ospedaliera. “Non stiamo parlando di un progetto edilizio bensì di un percorso”, ha precisato, assicurando che le cure di prossimità continueranno a essere garantite in via del Pozzo.

Mezzetti ha infine difeso la necessità di procedere con la riorganizzazione, sostenendo che l’immobilismo rischierebbe di compromettere nel tempo la qualità dell’assistenza.

Il confronto resta dunque aperto, con un punto sul quale, pur nelle differenze, sono emerse richieste trasversali: la necessità di definire un nuovo Piano attuativo locale, chiarire le risorse disponibili e individuare con precisione le funzioni future dei due ospedali. Il nodo principale rimane il destino del Policlinico, sul quale le opposizioni chiedono garanzie più dettagliate e verificabili, mentre l’Amministrazione sostiene che nessuna decisione definitiva sia stata ancora assunta.

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