«Eravamo d’accordo che ci fossi anche io. È cambiato qualcosa?». Commenta così il sindaco di Modena Massimo Mezzetti un post Facebook del Pd locale in cui viene riportata una locandina che presenta l’incontro pubblico in programma il 29 ottobre 2026 a San Damaso, dedicato al futuro della città, nella quale compaiono diversi assessori e rappresentanti del PD, ma non il primo cittadino.
Il commento è stato rimosso, ma non prima di essere immortalato in uno screenshot successivamente condiviso dal comitato “Modena merita di più!” assieme ad un comunicato stampa.
Ora, la versione di una grossa dimenticanza da parte del grafico piddino e di chi cura i social non è nemmeno circolata e non sarebbe comunque nemmeno da prendere eventualmente in circolazione (in tal caso si sarebbe dovuto cancellare il post e non il commento). Il nocciolo della questione è che il sindaco viene scavalcato dalla sua stessa maggioranza.
Una cosa è certa, all’interno della sinistra le cose non sono mai tranquille, sia a livello nazionale che a livello locale. Ne è un esempio il tema del nuovo ospedale di Modena che vede il solito giochino di chi sorpassa l’altro tra sindaco e parte del Pd.
Per quanto riguarda il post dem il sindaco vedendosi sorpassato dal Pd ha provato a recuperare in curva, roba che non si vede neanche nelle gare di Formula 1, per poi andare a muro. Già, perché se il sindaco non avesse commentato il post, probabilmente, tutta questa questione sarebbe rimasta all’interno del partito. Nella foga del “controsorpasso”, invece, il sindaco si è forato, da solo, la gomma.
A dirla tutta, dell’assemblea del Pd a cui parteciperanno quasi certamente solo militanti e simpatizzanti dem alla città non gliene dovrebbe importare assolutamente nulla. Al modenese che vede, giustamente, problemi ovunque non interessa dei salotti in cui tutti si pugnalano alle spalle per poi darsi ragione vicendevolmente.
Eppure qualcosa di interessante e inquietante allo stesso tempo c’è in questa vicenda social. Perché mentre la città va a rotoli, dentro e fuori dagli schermi, una lotta interna alla sinistra che dovrebbe amministrare Modena sta facendo accelerare il declino. E l’unico modo per schiacciare il freno e fare inversione di marcia è cambiare colore politico alla città della Ghirlandina perché con queste cinquanta sfumature di rosso all’interno della maggioranza e della giunta chi davvero ci sta rimettendo sono i modenesi.

