Circa 300 persone hanno partecipato in piazza Grande alla commemorazione di Monica Esposito, la 55enne di Nonantola deceduta il 22 luglio in seguito alle gravi ferite riportate nell’attentato del 16 maggio nel centro storico di Modena. La manifestazione, promossa dal fratello Giovanni Esposito insieme al comitato “Verità e Giustizia”, ha assunto fin dall’inizio un forte carattere di sensibilizzazione sul tema della sicurezza urbana e della tutela dei cittadini.
Nel corso degli interventi, diversi partecipanti hanno chiesto risposte più incisive sul fronte della sicurezza e maggiori controlli sul territorio. Sul palco si sono alternati Giovanni Esposito, rappresentanti del comitato “Modena merita di più” e alcuni cittadini che hanno raccontato episodi di violenza e degrado vissuti in città, sostenendo la necessità di affrontare con maggiore decisione queste problematiche.
Durante la serata una partecipante ha osservato che fino a quel momento si fosse parlato poco della figura di Monica Esposito. Giovanni Esposito ha spiegato di aver scelto di concentrare gli interventi sulle questioni che, a suo giudizio, emergono dalla vicenda della sorella e che ritiene debbano essere affrontate per evitare il ripetersi di episodi analoghi.
I momenti di maggiore tensione si sono verificati durante l’intervento di Luca Signorelli, l’uomo che il 16 maggio riuscì a fermare Salim El Koudri dopo l’investimento della folla. Alcune sue considerazioni sulla natura dell’attentato hanno suscitato contestazioni e fischi da parte di una parte dei presenti, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma. Nel corso del confronto sono stati pronunciati anche slogan e frasi estreme da parte di alcuni partecipanti, non condivisi dall’intera piazza.
La manifestazione si è conclusa dopo circa un’ora senza ulteriori criticità. Nei giorni precedenti la città aveva già ricordato Monica Esposito con una veglia in Duomo, promossa dal sindaco Massimo Mezzetti e dall’arcivescovo Erio Castellucci, e con il lutto cittadino proclamato in occasione dei funerali celebrati a Nonantola.

