23 Ott 2026, Ven

Commento al Vangelo di sabato 4 luglio 2026

Mt 9, 14-17

Allora vengono davanti a lui di discepoli di Giovanni e gli dissero: perché mentre noi farisei digiuniamo molto, i tuoi discepoli non digiunano? E Gesù disse loro: possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri vanno perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi e così gli uni e gli altri si conservano.

Nel capitolo precedente del Vangelo di oggi ci viene narrata la critica e la protesta dei farisei al fatto che, Matteo, un peccatore, dopo essere stato chiamato da Gesù, inviti altri peccatori e pubblicani al banchetto in casa sua. Gesù coglie l’occasione per ricordare loro che è venuto a portare la Buona Novella proprio per i peccatori. Quindi anche per noi. In questo brano di oggi vediamo che la protesta si estende anche ai discepoli di Giovanni il Battista che si sentono bravi perché digiunano molto e così Gesù coglie il momento per annunciare il senso del messaggio che è venuto a portare. La Sua venuta annuncia il compimento delle nozze tra l’uomo e Dio, tra il cielo e la terra quindi un banchetto nuziale. Viene meno il senso di quella religiosità vittimista, di sacrificio e di tristezza per lasciare il posto alla gioia perché queste nozze sono presenza di Dio e pienezza di vita, quindi, è necessario vestire un vestito nuovo per una vita nuova. Alle nozze non manca mai il vino che va posto in otri nuovi perché i vecchi, intesi come tutte le vecchie strutture e sovrastrutture che ci creiamo, non sono adatte per l’uomo rinnovato. Spazio quindi alla gioia, che non è a buon mercato e dove spesso basta un piccolo problema, un’avversità qualunque per venire meno. Ma se veramente crediamo in questo amore che Lui ha per noi e anche noi viviamo per amare Lui e di conseguenza i nostri fratelli, lo possiamo incontrare anche nelle nostre contraddizioni e nelle nostre debolezze realizzando pienamente in tal modo noi stessi. Non si partecipa al banchetto nuziale se sei buono o cattivo ma solo se hai capito questo scambio d’amore tra noi, il Padre e i nostri fratelli e quindi sei diventato un uomo nuovo.

Isaia 25, 8-9

“Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto …. questi è il Signore in cui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza”.

Buon Cammino. 

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