17 Set 2026, Gio

Autoriparazione, a Modena il settore tiene: crescono elettrico e richiesta di competenze digitali

Al secondo trimestre 2026, il settore dell’autoriparazione conta 1.195 imprese in provincia di Modena. In un anno si osserva una sostanziale tenuta del numero di imprese, con una leggerissima variazione che registra per la provincia un +0,3%, facendo meglio rispetto al trend nazionale che segna un -1,2%. È quanto emerge dall’indagine sul settore dell’ufficio studi Lapam Confartigianato. Quasi l’80% delle imprese del settore è artigiano, pari a 934 imprese modenesi. Nell’ultimo anno, l’artigianato modenese dell’autoriparazione è rimasto costante evidenziando un +0,3% di imprese, in controtendenza rispetto alla dinamica nazionale che ha osservato un -1,5%. Questo settore sta attraversando profonde trasformazioni, segnate dal cambiamento della domanda, connesso in particolare con la transizione verso la mobilità elettrica e l’invecchiamento del parco circolante. Si stanno immatricolando sempre meno autovetture, che nel 2025 sono state inferiori dell’11,1% rispetto all’anno precedente e un quarto in meno rispetto al 2019, segnando un -24,5% in Emilia-Romagna. Allo stesso tempo, le auto ad alimentazione elettrica o ibrida, sebbene limitate ancora a meno di un decimo del parco auto, mostrano una diffusione in notevole crescita negli ultimi 5 anni. Tra le prime 20 province italiane per maggior diffusione, Modena si piazza al 20° posto con 10.502 auto ibride o elettriche ogni 100mila circolanti, più che triplicate rispetto alle 3.584 del 2021. Sul fronte del lavoro, la manutenzione e riparazione di autoveicoli impiega 4.222 addetti in provincia di Modena, di cui 3.676 in micro e piccole imprese. Il crescente utilizzo della tecnologia nella filiera auto profila una domanda di lavoro sempre più caratterizzata da una maggiore necessità di competenze digitali. A livello regionale, nel 2025 le imprese emiliano-romagnole ricercano quasi 5.000 meccanici artigianali e riparatori di automobili, a cui nel 12,9% dei casi è richiesta con elevata importanza la capacità di applicare tecnologie digitali per innovare e automatizzare i processi, come l’uso di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain, difficili da reperire nel 71,4% dei casi, mentre per il 21,0% dei candidati vi è una elevata necessità di green-skill, cioè la capacità di gestire prodotti/tecnologie green, difficili da reperire nel 68,9% dei casi. «I numeri ci restituiscono innanzitutto un dato positivo: il comparto dell’autoriparazione sta tenendo, e lo fa meglio della media nazionale – afferma Rino Cotugno, presidente della categoria Autoriparazione di Lapam Confartigianato –. La trasformazione che il settore sta attraversando, però, comporta investimenti importanti. Un’officina oggi non può più contare soltanto sull’esperienza meccanica maturata negli anni: servono formazione continua, strumenti diagnostici evoluti, competenze elettroniche e digitali e una crescente attenzione alla sicurezza quando si lavora su veicoli elettrici e ibridi. Come imprenditori abbiamo quindi una responsabilità importante: continuare a investire nelle nostre aziende e nella formazione dei nostri collaboratori, ma serve anche un sistema formativo capace di accompagnare questa evoluzione. Come associazione siamo chiamati ad accompagnare le imprese in questo percorso, perché la transizione della mobilità non deve trasformarsi in una difficoltà per le nostre officine, ma può diventare un’opportunità per qualificare ulteriormente il nostro lavoro e rafforzare il valore del servizio che offriamo agli automobilisti».

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