17 Set 2026, Gio

Ex Fonderie, FdI incalza la Giunta: «Costi in aumento, rischiano di diventare una cattedrale nel deserto»

Il futuro delle Ex Fonderie Riunite torna al centro del dibattito in Consiglio comunale, con Fratelli d’Italia che chiede chiarezza sull’aumento dei costi e sulla destinazione definitiva del complesso. A rispondere è stato il sindaco Massimo Mezzetti, che ha delineato il progetto di una “Manifattura del XXI secolo”, con imprese, ricerca, startup e attività legate a cybersecurity, intelligenza artificiale, mobilità e servizi avanzati.

Il confronto è nato dall’interrogazione di FdI sullo stato dei lavori, il cronoprogramma, i finanziamenti, i costi sostenuti e soprattutto le funzioni che troveranno spazio nell’area. Un tema sul quale il capogruppo Luca Negrini e la consigliera Elisa Rossini hanno concentrato le proprie critiche, evidenziando la crescita dell’impegno economico a carico dell’ente e i cambiamenti intervenuti nelle ipotesi di utilizzo.

Secondo i dati illustrati in aula dal sindaco, il quadro economico iniziale degli interventi era pari a circa 29 milioni di euro, mentre i costi attualmente contabilizzati hanno raggiunto 37,86 milioni, cifra che non rappresenta ancora il conto definitivo. Gli stralci 2B, 3 e 4 finanziati con risorse Pnrr hanno raggiunto il target di ultimazione entro il 30 marzo 2026 e si trovano nella fase dei collaudi. Resta invece da completare il lotto 2A, per il quale è stato previsto un ulteriore autofinanziamento comunale da 1,8 milioni di euro, ancora da impegnare.

Numeri sui quali FdI ha chiesto spiegazioni. Negrini ha parlato di una “vera emorragia in termini economici”, contestando anche l’incertezza che avrebbe accompagnato nel tempo la destinazione degli immobili. Il capogruppo ha ricordato il precedente progetto di trasferire una parte degli uffici comunali alle Ex Fonderie, successivamente affiancato dalla prospettiva di aprire gli spazi alle imprese. «L’opera rischia così di diventare una cattedrale costosissima nel deserto», ha attaccato Negrini, chiedendo garanzie sulla capacità di utilizzare concretamente gli edifici una volta terminato il recupero.

Preoccupazioni ribadite da Rossini, che pur giudicando completo l’aggiornamento del sindaco ha insistito sull’aumento dei costi e sull’assenza, ad oggi, di una destinazione definitiva. «Sono soldi dei cittadini, quindi vanno giustificati in modo dettagliato», ha sottolineato la consigliera di FdI, invitando l’Amministrazione a valutare anche soluzioni più concrete, compreso l’utilizzo di parte degli spazi per gli uffici comunali, con l’obiettivo di ridurre gli affitti sostenuti dall’ente.

Mezzetti ha spiegato che l’ipotesi degli uffici non è stata definitivamente accantonata, ma che l’Amministrazione intende tentare una strada più ambiziosa. La prospettiva è quella di destinare prevalentemente le Ex Fonderie a imprese innovative, ricerca universitaria, startup, incubazione d’impresa e coworking, affiancando a queste funzioni spazi per eventi, servizi comuni, ristorazione e attività aperte alla città.

«Il tema non è riempire le Fonderie: è costruire un ecosistema», ha spiegato il sindaco. In autunno dovrebbe quindi partire una manifestazione di interesse rivolta a soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di arrivare all’aggiudicazione in primavera. Gli operatori che si insedieranno dovranno corrispondere un canone e potranno farsi carico degli investimenti necessari ad adattare gli immobili alle rispettive attività.

Sul fronte dei costi, Mezzetti ha attribuito gli aumenti a diversi fattori, dagli effetti del Covid e delle guerre sui prezzi delle materie prime fino a «limiti progettuali» emersi durante i lavori. Proprio questi ultimi, ha riconosciuto il sindaco, hanno inciso sull’incremento della spesa: «Se la progettualità fosse stata più puntuale e precisa, questo avrebbe consentito anche di chiedere maggiori finanziamenti Pnrr».

Il progetto della “Manifattura del XXI secolo”, nelle intenzioni della Giunta, dovrà dunque trasformare un luogo simbolo della storia industriale modenese in un polo dell’innovazione capace anche di produrre reddito per il Comune e contribuire alla rigenerazione del quadrante Crocetta-Stazione-Santa Caterina.

Una prospettiva sulla quale, però, Fratelli d’Italia mantiene alta l’attenzione: per Negrini e Rossini, dopo l’aumento dei costi e le diverse ipotesi avanzate negli anni, la priorità resta arrivare rapidamente a una destinazione certa, economicamente sostenibile e in grado di evitare che il grande investimento pubblico si traduca in nuovi esborsi per i modenesi.

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