«Lascia perplessi che nel programma di Carpinscienza, la rassegna scientifica organizzata dagli istituti superiori carpigiani, trovi spazio nello spin off del prossimo 7 novembre un appuntamento con Vittorio Marletto e Alessandra Bonoli, due figure certamente qualificate ma con trascorsi e posizioni politiche molto nette. Marletto è stato candidato con i Verdi alle comunali di Bologna e alle regionali del 2020, arrivando a dichiarare di essersi candidato per garantire un futuro alla “generazione Greta”; Bonoli ha partecipato quest’anno alla Festa dell’Unità di Massa Carrara e, nel 2024 a Modena, a un’iniziativa insieme al leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. Ma soprattutto entrambi hanno sottoscritto, insieme ad altri, una lettera indirizzata a Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Magi e Renzi nella quale dichiaravano di guardare “con interesse e speranza” alla costruzione di una coalizione alternativa all’attuale Governo, attaccandone le politiche energetiche. Una scelta che qualche interrogativo lo pone, considerando che parliamo di una manifestazione organizzata dalle scuole, rivolta agli studenti e patrocinata da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, Comune di Carpi e Unione delle Terre d’Argine». A commentare quanto già aveva sollevato Tra Secchia e Panaro è il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna.
«Il problema non è che uno scienziato abbia idee politiche, ma che troppo spesso, quando quelle idee sono di sinistra, vengano fatte passare come una sorta di naturale appendice della scienza e proposte sistematicamente senza contraddittorio. E il quadro diventa ancora più curioso se persino il profilo Instagram ufficiale di Carpinscienza segue quello dei Giovani Democratici delle Terre d’Argine. Una coincidenza, forse, ma che si aggiunge a una selezione che qualche domanda la pone. Se scuole e istituzioni prestano nome e patrocinio a una rassegna, non basta rivendicarne la qualità scientifica: occorre garantire che non diventi una vetrina nella quale trovano sistematicamente spazio sensibilità riconducibili alla stessa area politica. La scienza non appartiene alla sinistra e, soprattutto quando ci si rivolge ai ragazzi, il pluralismo dovrebbe essere praticato e non soltanto dato per scontato», conclude Barcaiuolo.

