Stava progettando una strage in ambito scolastico ed è stato fermato prima che potesse passare all’azione. I carabinieri del Ros hanno arrestato un 17enne pescarese, residente a Perugia, accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni dell’Aquila, il ragazzo stava cercando manuali e istruzioni per la fabbricazione di armi da fuoco e ordigni, anche di tipo chimico. Tra il materiale sequestrato figurano documenti con indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche, oltre a guide per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, in un contesto ritenuto chiaramente legato a finalità terroristiche.
Il minorenne si informava anche sulla costruzione di armi in 3D e sulla preparazione del TATP, esplosivo già utilizzato negli attentati di Parigi e Bruxelles, noto per la sua elevata pericolosità. Gli investigatori hanno inoltre accertato la sua partecipazione a un gruppo Telegram, denominato “Werwolf Division”, dove venivano diffusi contenuti suprematisti e neonazisti, con esaltazione di autori di stragi come Anders Breivik e Brenton Tarrant, indicati come modelli da emulare.
Dalle conversazioni è emerso anche l’esplicito intento di compiere una strage ispirata al massacro della Columbine High School. L’operazione del Ros ha coinvolto diverse regioni – Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana – e ha portato a sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Tutti risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi discriminatori e sarebbero inseriti in una rete internazionale legata ad ambienti estremisti, neonazisti e accelerazionisti.
Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato la necessità di affrontare con urgenza il tema dell’uso dei social da parte dei più giovani. “È una grande sfida, purtroppo molto attuale e drammatica – ha dichiarato –. Serve lavorare anche con le piattaforme per individuare soluzioni efficaci, non basta il solo divieto per i minori”. Il ministro ha inoltre ribadito l’importanza di definire regole chiare, richiamando il dibattito in corso sul limite di età per l’accesso ai social, fissato in diversi Paesi intorno ai 14 anni.

